Oleolito di Lavanda

03 Lug Oleolito di Lavanda

Un metodo molto semplice per sfruttare la massimo tutte le proprietà benefiche delle piante è quello di realizzare un oleolito, ossia un olio vegetale in cui è stata fatta macerare una droga, ossia una pianta. L’olelito conserva tutte le proprietà della pianta che è rimasta a macerare e può essere un’ottima base per creme o unguenti oppure può essere usato puro per applicazione locale, come olio idratante o da massaggio. Di solito gli oleoliti si preparano con le piante secche, ma alcuni oleoliti come quelli di arnica o di carota, si preparano a partire dalla pianta fresca.

Vediamo quindi come preparare un oleolito molto versatile, a partire da una pianta “di stagione”. 😉 Infatti, questo è il periodo in cui si iniziano a vedere dei bei ciuffi di lavanda fiorita e allora possiamo approfittarne per cogliere dei mazzetti per preparare un bel Oleolito di Lavanda.

Lo possiamo realizzare con un metodo semplice semplice, adatto anche a chi non è un’abile spignattatrice! 😉

Come prima cosa dobbiamo fare seccare i mazzetti di lavanda. Quando sono secchi, possiamo staccare i fiori dai rametti oppure staccare l’intera sommità fiorita.

Prendiamo un vasetto di vetro (si possono riciclare quelli delle marmellate/sottoaceti, dopo averli ben puliti e asciugati), riempiamo circa 1/3 o metà del vasetto con i fiori secchi o le sommità fiorite secche di lavanda poi aggiungiamo un olio vegetale (se possibile biologico) fino a riempire il vasetto il più possibile. Come olio sono adatti l’Olio di Mandorle dolci, l’Olio di Jojoba o anche un semplice olio di girasole che spesso si ha in cucina o Olio extravergine di oliva (anche se darà all’oleolito un “odore” particolare).

Ora possiamo chiudere il vasetto, i fiori di lavanda devono essere totalmente ricoperti di olio.

Riponiamo il nostro vasetto in un luogo buio, chiuso e asciutto, come uno sportello o un cassetto, per almeno 30 o 40 giorni. Almeno due volte a settimana scuoteremo il nostro vasetto per fare sì che i fiori non rimangano mai scoperti e per mescolare il nostro oleolito. Se vediamo che ci sono delle parti di piante fuori dall’olio, apriamo il vasetto e mescoliamo l’olio con un cucchiaino pulito e asciutto! E’ molto importante non fare entrare dell’acqua nel nostro olio per evitare una proliferazione batterica o irrancidimento. Dopo avere scosso il vasetto/mescolato, riponiamo di nuovo il nostro vasetto.

Trascorsi 30-40 giorni, passiamo a filtrare il nostro oleolito. Prendiamo un nuovo vasetto e con un colino filtriamo il nostro oleolito facendo colare l’olio nel vasetto nuovo. Nel colino resteranno tutte le sommità fiorite o i fiori di lavanda impregnati di olio. Per estrarre le proprietà, schiacciamo i fiori delicatamente ma bene con un cucchiaino pulito e asciutto, finché non uscirà più olio. Richiudiamo il vasetto e rimettiamolo a riposare. Non importa se qualche impurità è rimasta nel vasetto perché sarà rimossa con un altro filtraggio.

Il giorno dopo procediamo con il secondo filtraggio. Possiamo utilizzare il vasetto in cui abbiamo fatto macerare l’olio o un flacone di vetro scuro che ci è più comodo. Mettiamo un pezzo di tela sottile di cotone o di garza spessa sul vasetto e versiamo sopra l’olio in modo che anche le piccole particelle vengano filtrate. Se il flacone di vetro che abbiamo scelto ha un’apertura stretta si può inserire un imbuto e mettere il pezzo di cotone o la garza dentro la bocca dell’imbuto, di modo da facilitare l’operazione.

L’Oleolito di Lavanda è pronto per essere usato! 🙂

Anche senza aggiunta di conservanti, il nostro oleolito, se ben conservato in luogo asciutto e in un contenitore di vetro scuro, resisterà almeno 1 o 2 anni.

Comunque se vogliamo, possiamo aggiungere della vitamina E che aiuterà il nostro olio a non irrancidire e gli allungherà la vita: all’incirca un 5% di tocoferile acetato o un 0.25% di tocoferolo saranno sufficienti ad agire come conservante. Terremo controllato il nostro oleolito, per evitare che irrancidisca, sentendone sempre l’odore prima di usarlo. Se non si è modificato, possiamo continuare ad utilizzarlo tranquillamente.

L’oleolito di lavanda ha tantissime proprietà. Ad esempio, è lenitivo, quindi va bene da applicare su zone della pelle arrossate; è rilassante, quindi un bel massaggio con quest’olio serve a scaricare la tensione; è adatto per le pelli impure e grasse, perché ha proprietà purificanti.

Ad esempio, possiamo utilizzare l’oleolito di lavanda per preparaci una maschera viso purificante per pelli miste/grasse: mescoliamo  2 cucchiaini di Maschera al Neem Khadi con dell’Acqua di Rose. Aggiungiamo 3 gtt di oe di lavanda, 2 gtt di oe di limone e 1 gtt di oe di tea tree. Poi aggiungiamo un cucchiaino raso di Oleolito di lavanda e mescoliamo il tutto. Applichiamo sul viso e teniamo in posa per massimo 10 minuti e sciacquiamo. Applichiamo il tonico o l’Acqua di Rose e la crema idratante e la pelle sarà purificata, riequilibrata e perfettamente pulita.

Per liberarci dallo stress accumulato durante la giornata: prima facciamo una doccia rilassante con il Bagnodoccia Aromatico Biofficina Toscana, con miele lavanda e malva. Dopo la doccia, usiamo il nostro Oleolito di Lavanda come una crema idratante, massaggiandolo delicatamente sulla pelle fino ad assorbimento.

Possiamo sbizzarrirci nell’uso del nostro Oleolito di Lavanda ed applicarlo puro sulla pelle oppure mescolato ad altri olii o a delle creme idratanti per renderle più nutrienti. Insomma l’Oleolito di Lavanda è un prodotto versatilissimo che non può mancare nel vostro beauty eco-bio! 🙂

 

Oleolito di lavanda in fase di macerazione

Oleolito di lavanda in fase di macerazione

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Titolare di Ecocose.com negozio online di cosmesi ecobio. Amante del biologico, della Natura, dei libri, dei viaggi e del vivere responsabilmente.
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6 Commenti
  • Daniela
    Scritto alle 09:03h, 11 Agosto Rispondi

    Lo faccio da tempo e lo uso anche x struccarmi, utilizzando idrolato di lavanda come tonico. Sono fantastici!
    Ma… mi chiedevo, la lavanda che mi rimane, impregnata di olio, può essere utilizzata x far qualcosa?

    • Luana
      Scritto alle 16:01h, 29 Agosto Rispondi

      Ciao, non saprei, francamente. Io la metto nel composto 🙂

  • ENRICA
    Scritto alle 22:47h, 12 Giugno Rispondi

    SI Può UTILIZZARE PER UN SAPONE ESFOLIANTE!!

  • Francesca
    Scritto alle 00:05h, 19 Marzo Rispondi

    Buonasera a tutti, vorrei fare una domanda riguardo l’oleolito. È normale che nell’olio liberato dai fiori di lavanda secchi sia presente del deposito filamentoso sul fondo? Ho utilizzato metà olio di girasole e metà Jojoba a cui ho aggiunto del tocoferolo in gocce. Dall’odore si percepisce bene la Lavanda ma ha retroodore anche acidulo, non so come spiegarlo meglio a parole 🙁

    • Luana
      Scritto alle 15:20h, 23 Aprile Rispondi

      Ciao, dei filamenti che si depositano sul fondo, così come residui, sono normali sia negli oleoliti che in altri prodotti come gli idrolati. Tuttavia sull’odore acidulo non posso consigliarti perché potrebbe dipendere da troppi fattori tra cui: i fiori non erano perfettamente secchi, ma erano ancora umidi e quindi l’acqua è andata a male o ha formato delle micromuffe; l’olio è irrancidito o sta irrancidendo; ecc…
      Se l’odore è forte e sgradevole, ti consiglierei di non utilizzare l’olio e di smaltirlo nella raccolta differenziata per gli oli esausti.

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