Le insidie del tessile: la moda sotto accusa

21 Nov Le insidie del tessile: la moda sotto accusa

Ne abbiamo già parlato in alcuni articoli sul nostro blog, il settore tessile è da tempo sotto accusa per l’inquinamento e lo sfruttamento che si cela dietro la sua produzione: cotone ogm, sfruttamento dei lavoratori, inquinamento ambientale nella produzione e post consumo.

Greenpeace continua la sua campagna Detox per spingere le grandi multinazionali del tessile a “disintossicare” i capi prodotti, a ripulire la filiera produttiva.

Ieri è uscita con un nuovo Rapporto in cui mette sotto accusa 20 case di moda famosissime nel mondo: Zara, Benetton, Jack & Jones, Only, Vero Moda, Blažek, C & A, Diesel, Esprit, GapArmani, H & M, Levi, Victoria ‘s Secret, Mango, Marks & Spencer, Metersbonwe, Calvin Klein, Tommy HilfigerVancl.

141 capi di abbigliamento di queste case di moda sono stati sottoposti a test e il risultato è che sono stati rinvenuti i soliti elementi noti: ftalati, alchilfenoli, nonilfenoli etossilati, composti inquinanti, dannosi per l’ambiente e per l’uomo, che interferiscono con il sistema ormonale umano, che se rilasciati nell’ambiente possono diventare cancerogeni. E soprattutto, è il caso dei nonilfenoli etossilati, banditi dall’Unione Europea!

(Dei rischi dei nonilfenoli ne avevamo già parlato in questo articolo)

2 su 3 dei capi di abbigliamento esaminati sono risultati positivi ai test per verificare la presenza di nonilfenoli etossilati!

Zara - DetoxE’ iniziata dunque una nuova battaglia di Greenpeace per sensibilizzare i consumatori a prendere posizione contro queste marche. E la battaglia inizia da Zara, uno dei marchi più conosciuti. Perché noi consumatori abbiamo un grande potere, quello di premiare solo le aziende etiche e quello di scegliere di non consumare articoli di marche non etiche e non responsabili.

Sulla pagina Facebook di Greenpeace è possibile condividere le foto dei prodotti “incriminati” per sensibilizzare quanta più gente possibile e per fare conoscere il problema (è molto più di impatto una fotografia che mille parole!); mentre sul sito web ufficiale è possibile partecipare alla campagna e fare pressioni su Zara per fare sì che inizi davvero a “disintossicarsi” e a ripulire la sua filiera produttiva!

 

 

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2 Commenti
  • Jacques Ruspante
    Scritto alle 16:49h, 22 Novembre Rispondi

    E stessa cosa sarà anche per i capi dei bambini… Loro che hanno la pelle ancora più sensibile e ricettiva.

  • Luana
    Scritto alle 19:12h, 22 Novembre Rispondi

    Certo! Molti dei capi analizzati sono proprio vestiti per bambini! Il che è davvero preoccupante…

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